Presentazione

L’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro ha compiuto dieci anni

Aperto il 1° gennaio 2008 dal metalmeccanico in pensione e artista sociale Carlo Soricelli per ricordare i sette lavoratori della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima bruciati vivi.

La storia. Poco dopo l’una di notte del 6 dicembre, sulla linea 5 dell’acciaieria di Torino sette operai vengono investiti da una fuoriuscita di olio bollente, che prende fuoco. I colleghi chiamano i vigili del fuoco, all’1.15 arrivano le ambulanze del 118, i feriti vengono trasferiti in ospedale. Alle 4 del mattino muore il primo operaio, si chiamava Antonio Schiavone. Nei giorni che seguiranno, dal 7 al 30 dicembre 2007, moriranno tra atroci sofferenze a causa dall’olio bollente che ne aveva devastati i corpi: si chiamavano Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo e Bruno Santino.

L’Osservatorio ha registrate le morti sui luoghi di lavoro di tutti i lavoratori morti dal 1° gennaio 2008

Grazie agli innumerevoli visitatori del sito che ogni giorno lo visitano a centinaia, a volte a migliaia. Tantissimi anche dall’estero: soprattutto dagli Stati Uniti e dalla Germania. Ma non mancano neppure visitatori dalla Francia e dall’Inghilterra. Tantissimi lavoratori morti per infortuni in Italia sono romeni, per questo motivo lo presentiamo anche nelle loro lingue se cercano le morti sul lavoro dei loro connazionali-

Oltre un milione di persone hanno visitato l’Osservatorio in questi dieci anni. Vi ringraziamo per la vostra sensibilità per queste tragedie dell’indifferenza.

Independent observatory died of accidents at work

Unabhängige Beobachtungsstelle starb an Arbeitsunfällen

L'Observatoire indépendant est mort des accidents au travail

Observator independent a murit de accidente de muncă

Observatorio independiente murió de accidentes en el trabajo

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morti 2018


19 Aprile 2018

Speriamo finalmente in un nuovo governo che metta i morti sul lavoro tra le priorità e non sia indifferente come nell’ ultima legislatura

Dal 1° gennaio

196 morti sui luoghi di lavoro in Italia

Esclusi da questo conteggio morti itinere e sulle strade che a nostro parere richiedono interventi diversi e specifici

Non possono esserci differenze tra i morti sul lavoro, noi monitoriamo tutti quelli che muoiono lavorando, qualsiasi lavoro svolgono, e non ci interessa se dispongono di assicurazioni diverse da quelle dell’INAIL o che non ne hanno nessuno.

Morti nelle Regioni e Province italiane nel 2018 per ordine decrescente

N.B i morti segnalati nelle Regioni sono solo quelli sui LUOGHI DI LAVORO. Ricordo ancora una volta che ce ne sono almeno altrettanti che muoiono sulle strade e in itinere nelle province non sono conteggiati i morti sulle autostrade

LOMBARDIA 25 Milano (8), Bergamo (2), Brescia (3), Como (1), Cremona (2), Lecco (), Lodi (), Mantova (5), Monza Brianza (1), Pavia (1), Sondrio (2), Varese () VENETO 22 Venezia (2), Belluno (1), Padova‎ (), Rovigo (1), Treviso (7), Verona (7), Vicenza (3). EMILIA ROMAGNA 15 Bologna (2), Rimini (1). Ferrara (4) Forlì Cesena (1) Modena (4) Parma (1) Ravenna (2) Reggio Emilia () Piacenza () PIEMONTE 14 Torino (5), Alessandria (1), Asti (1), Biella (), Cuneo (4), Novara (1), Verbano-Cusio-Ossola (1) Vercelli () CAMPANIA 13 Napoli (6), Avellino (1), Benevento (), Caserta 1(), Salerno (5). TOSCANA 11 Firenze (1), Arezzo (), Grosseto (1), Livorno (2), Lucca (1), Massa Carrara (2), Pisa‎ (1), Pistoia (), Siena (2) Prato (). SICILIA 11 Palermo (2), Agrigento (2), Caltanissetta (1), Catania (5), Enna (), Messina (), Ragusa (), Siracusa (1), Trapani‎ ().CALABRIA 11 Catanzaro (2), Cosenza (3), Crotone (3), Reggio Calabria (2) Vibo Valentia (1) ABRUZZO 9 L'Aquila (4), Chieti (2), Pescara (1) Teramo (1) LAZIO 8 Roma (4), Viterbo (1) Frosinone (1) Latina (2) Rieti (). (1) SARDEGNA 6 Cagliari (1), Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (1), Ogliastra (), Olbia-Tempio (2), Oristano (), Sassari (2). Sulcis inglesiente () MARCHE 5 Ancona (), Macerata (1), Fermo (), Pesaro-Urbino (), Ascoli Piceno (4). LIGURIA 5 Genova (3), Imperia (), La Spezia (1), Savona (1 BASILICATA 4 Potenza (3) Matera (1) UMBRIA 3 Perugia (1) Terni (2). PUGLIA 3 Bari (), BAT (1), Brindisi (1), Foggia (), Lecce () Taranto (1) FRIULI VENEZIA GIULIA 3 Trieste (), Gorizia (), Pordenone (), Udine (2). Molise 2 Campobasso (2), Isernia () TRENTINO ALTO ADIGE Trento (), Bolzano ().VALLE D’AOSTA()

A futura memoria postato il 25 gennaio 2018. Per l’INAIL sono 1029 i morti complessivi nel 2017 (compresi i lavoratori con mezzi di trasporto) Per l’Osservatorio Indipendente sono 1380 (ci sono anche 139 agricoltori schiacciati dal trattore che non sono stati conteggiati dall’INAIL, più tanti altri lavoratori che non appaiono tra le denunce INAIL.

Report morti sul lavoro nell’intero 2017

Nel 2017 dall’inizio dell’anno al 31 dicembre i morti sui luoghi di lavoro sono stati 632, oltre 1350 con le morti per infortunio con i mezzi di trasporto.

Il 1° gennaio 2018 l’Osservatorio Indipendente morti sul lavoro ha compiuto 10 anni, da quell’anno i morti per infortunio sul lavoro sono costanti, in molti anni addirittura aumentati. E’ nato poche settimane dopo la strage alla Thyssenkrupp di Torino ed è dedicato a quei 7 lavoratori morti in modo disumano.

Oltre 1.500.000 di persone hanno visitato l’Osservatorio in questi dieci anni. Vi ringraziamo per la vostra sensibilità.

Report morti sul lavoro dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017

Dall’inizio dell’anno al 31 dicembre sono morti sui luoghi di lavoro 632 lavoratori: con i morti sulle strade e in itinere con il mezzo di trasporto, si superano i 1400 morti complessivi. Gli agricoltori schiacciati dal trattore sono come tutti gli anni il 20% di tutti i morti sui luoghi di lavoro. L’agricoltura, come tutti gli anni, supera abbondantemente il 30% di tutti i morti sul lavoro. Il 25% di tutti i morti sui luoghi di lavoro hanno più di 60 anni. Gli edili superano il 20% di tutti i morti sul lavoro. La maggioranza di queste vittime cadono dall’alto; dai tetti e dalle impalcature. Nelle aziende dove è presente il sindacato le morti sono quasi inesistenti: le poche vittime nelle fabbriche che superano i 15 dipendenti sono per la stragrande maggioranza lavoratori che lavorano in aziende appaltatrici nell’azienda stessa: spesso manutentori degli impianti. La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni. Anche il Jobs act per la possibilità di essere licenziati, senza appello, ma solo con un po’ di denaro, rende i lavoratori licenziabili se si oppongono a svolgere un lavoro pericoloso. Gli stranieri morti per infortunio, sono oltre il 10% dall’inizio dell’anno, è così tutti gli anni. Il 30% dei morti sul lavoro spariscono ogni anno dalle statistiche. Tra l’altro e in ogni caso i morti sui luoghi di lavoro monitorati dall’Osservatorio sono sempre molti di più di quelli monitorati dell’INAIL. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it

Aperto il 1° gennaio 2008 in memoria dei sette operai della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima

Le morti verdi provocate dal trattore

Strage verde sui campi

Con l’ultimo morto in provincia di Savona sono già 26 gli agricoltori schiacciati dal trattore nel 2018. Nel 2017 sono morti schiacciati dal trattore 139 agricoltori, ma occorre aggiungerne tanti altri che sono morti per essere stati trasportati a bordo (anche bambini) o per le strade a causa di incidenti provocati da questo mezzo. Oltre 600 sono morti in questa ultima legislatura e oltre 1400 da quando dieci anni fa è stato aperto l’Osservatorio. Anche quest’anno più del 20% dei morti per infortuni su di tutte le categorie sono provocate da questo mezzo che. Assurdo che il Parlamento a primavera 2017 ha rinviato per l’ennesima volta la legge europea che obbliga chi giuda questo sterminatore di agricoltori a sottoporsi a un esame che ne verifichi l’idoneità alla guida. Una legge del 2002. Occorrerebbe (ma lo scriviamo da tanti anni senza nessun risultato) che chi ci governa faccia una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo. E chi di dovere metta a disposizione forti incentivi per mettere in sicurezza i vecchi trattori. Speriamo nel nuovo

Molte delle vittime del terremoto in Emilia erano lavoratori rimasti schiacciati per il crollo dei capannoni. Lo stesso terremoto che ha colpito l’Umbria e le Marche ha evidenziato che i capannoni industriali in Italia sono per la maggior parte a rischio sismico. E’ un miracolo che non ci siano stati morti nella cartiera a Pioraco di Macerata. Il tetto è crollato nel cambio turno, nella fabbrica stavano lavorando solo 20 persone che sono riuscite a scappare. L’intero tetto della sala macchine è crollato. In questa fabbrica ci lavorano complessivamente 146 lavoratori e se fossero stati tutti all’interno ci sarebbe stata una strage. E’ un miracolo, come nel terremoto in Emilia che pur provocando vittime tra i lavoratori è capitato di notte e in orari dove nelle fabbriche ci lavoravano pochissime persone. La maggioranza dei capannoni industriali in Italia sono stati costruiti in anni dove non si teneva in nessun conto del rischio sismico. Tantissimi di questi capannoni hanno le travi SOLO appoggiate sulle colonne e nel caso di terremoti possono muoversi dall’appoggio e crollare.

Se non si comincia a farli mettere in sicurezza è a rischio la vita di chi ci lavora sotto, e parliamo di milioni di lavoratori. Del resto con incentivi e detassazioni si potrebbero mettere tutti in sicurezza con una spesa non eccessivamente alta.

Report morti sul lavoro nell’intero 2016

Nel 2016 sono morti 641 lavoratori sui luoghi di lavoro e oltre 1400 se si considerano i morti sulle strade e in itinere (stima minima per l’impossibilità di conteggiare i morti sulle strade delle partite iva individuali e dei morti in nero), e di altre innumerevoli posizioni lavorative, ricordando che solo una parte degli oltre 6 milioni di Partite Iva individuali sono assicurate all’INAIL. L’unico parametro valido per confrontare i dati dell’INAIL e di chi li utilizza per fare analisi, e dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sono i morti per infortuni INAIL SENZA MEZZO DI TRASPORTO, e confrontare quanti ne registra in più l’Osservatorio. Si ha così il numero reale delle morti per infortuni sui LUOGHI DI LAVORO IN ITALIA e non solo degli assicurati INAIL.

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Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente d Bologna morti sul lavoro, attivo dal 1° gennaio 2008 http://cadutisullavoro.blogspot.it

I morti per infortunio sul lavoro quanti sono?

Se uno guarda superficialmente i dati dei morti sul lavoro si entra in uno stato confusionale. Sono reali quelli dell'Osservatorio o quelli dell'INAIL? A prima vista sembrano di più quelli dell'INAIL, ma occorre ricordare che quelle diffuse dall'INAIL sono denunce e non riconoscimento delle morti che questo istituto dello Stato analizzerà in secondo. Dopo diversi mesi dell'anno successive l’INAIL diffonde il numero di morti per infortuni riconosciuti come tali, sono mediamente il 30% in meno ogni anno. Resuscitano? No, è che tante di queste morti sono in itinere o di non assicurati all'INAIL, o in nero, oppure di non loro pertinenza. Comunque se si guardano i dati complessivi comparati, quelli diffusi dall’INAIL, sono ovviamente molto meno delle morti di questo Osservatorio che monitora tutti i morti sui LUOGHI DI LAVORO da ben dieci anni, indipendentemente dal lavoro svolto o dall’assicurazione di riferimento. Se si confrontano con quelli dell'INAIL occorre sempre ricordare che nelle denunce pervenute all'INAIL ci sono anche i morti sulle strade e in itinere che sono ogni anno dal 50 al 55% di tutte le morti sul lavoro.

Se si vuole fare una comparazione vera occorre confrontare i morti senza mezzi di trasporto dell’INAIL con quelli sui LUOGHI DI LAVORO dell’Osservatorio.

Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

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Nel 2016 in Europa sono stati 10.000 i lavoratori morti mentre andavano o tornavano dal lavoro (indagine europea). Tantissime le donne sovraccaricate sul posto di lavoro, oltre che dal carico famigliare e dai lavori domestici. Quando in itinere sono alla guida di un automobile hanno spesso incidenti anche mortali. Molti infortuni poi non vengono riconosciuti come tali a causa della normativa specifica dell’itinere. E quando andate a vedere ogni anno le denunce per infortuni pervenute all’INAIL vi accorgete che poi successivamente non vengono riconosciute come morti sul lavoro mediamente il 30/40% delle denunce per infortuni mortali. Occorre ricordare che anche quest’anno, come i precedenti, che un lavoratore su cinque muore schiacciato dal trattore che guida. Ma con questa casta parlamentare, nessuno escluso, parlare della vita di chi lavora e come parlare di niente. Le percentuali delle morti nelle varie categorie sono sempre quelle tutti gli anni. L’agricoltura ha sempre più del 30% delle morti sul totale, segue l’edilizia che supera ogni anno il 20%. Poi l’industria e l’autotrasporto che si contendono sempre il terzo e quarto posto in questa triste classifica. Ma queste due categorie sono sempre sotto il 10%, nonostante milioni di addetti e questo, per fortuna, abbiamo ancora sindacati che esercitano controlli sulla Sicurezza. Gli stranieri morti per infortuni sui luoghi di lavoro sono in questo momento il 10% sul totale. E’ spaventoso pensare che i nostri giovani non trovano lavoro e si è innalzata l’età per andare in pensione di molti anni anche a chi svolge lavori pericolosi. Anche quest’anno oltre il 20 % dei morti sui LUOGHI DI LAVORO (escluso itinere) ha dai 61 anni in su.

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Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Morti bianche scultura in terracotta dipinta opera di carlo soricelli in dimensioni naturali

Morti bianche scultura in terracotta dipinta opera di carlo soricelli in dimensioni naturali
Morti bianche scultura in terracotta dipinta a dimensioni naturali opera di carlo soricelli

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli
Santo Della Volpe con Carlo Soricelli. Abbiamo deciso di dedicare questo osservatorio indipendente anche al grande giornalista Santo Della Volpe scomparso da poco. Da quando è aperto, abbiamo constatato quanto ha fatto per far comprendere agli italiani le vere dimensioni delle tragedie degli infortuni sul lavoro, del dramma dei familiari che hanno perso così tragicamente un loro Caro, delle morti provocate dall’amianto e di tutte le problematiche del mondo del lavoro. Grazie Santo

Andamento di dieci anni di morti sui luoghi dil lavoro

Andamento di dieci anni di morti sui luoghi dil lavoro
Andamento di dieci anni di morti sui luoghi dil lavoro

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli brevi cenni biografici

Tecnico metalmeccanico in pensione. Ha aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro il 1° gennaio 2008 pochi giorni dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino, dopo aver visto che non era possibile trovare sul Web notizie in tempo reale sulle morti sul lavoro. Considera l’attività di volontario dell’Osservatorio come una naturale evoluzione della sua attività di artista

E’ pittore-scultore da oltre quarant’anni, Ha sempre creato opere a contenuto sociale.. Ha esposto con personali con Antonio Ligabue e Cesare Zavattini e ha all’attivo oltre settanta mostre, è presente con opere in diversi musei.

Ha creato per primo al mondo, da vent’anni la “pittura pranica”, la pittura che interagisce con l’osservatore e che “guarisce” numerose patologie, soprattutto dolorose. Ha creato il “Rifiutismo” corrente pittorica dove gli oggetti che l’uomo considera rifiuti assumono una dimensione senza tempo. Ha scritto sei libri.

Qui sotto i siti di Soricelli

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Grazie lavoratori Ducati

Grazie lavoratori Ducati
Grazie RSU e lavoratori Ducati per avermi invitato alla vostra Assemblea sulla Sicurezza per parlare dei morti sul lavoro. La vostra commozione vedendo il video e quando ha parlato Valeria la mamma di Ruggero Toffolutti è stata anche la mia

Lamborghini

Lamborghini
Grazie RSU e lavoratori della Lamborghini per avermi invitato come curatore dell'Osservatorio indipendente di Bologna morti sul lavoro a parlare nella vostra assemblea sulla Sicurezza.Motivo di grande orgoglio per me che svolgo questo lavoro volontario da dieci anni di essere stato invitato in fabbriche così importanti delle eccellenze italiane. Il silenzio e la commozione .quando si è visto il video e ha parlato Valeria, la mamma di Ruggero, un metalmecanico morto sul lavoro ci ha fatto emozionare tutti. E' da chi lavora che deve ripartire la politica per riconnetersi con la realtà vera e vissuta.

giovedì 19 aprile 2018

I morti sul lavoro un'emergenza europea, così ci scrive Giuseppe Soricelli dalla Francia

Giuseppe Soricelli Zuzolo delegato sindacale CGT della Carrefour francese. 14000 mille morts en dix ans, c'est un génocide ouvrier. Stop aux capitalisme barbare et les nouvelles méthodes d'esclavage. En France. Cari amici fate sentire Giuseppe ancora un pò italiano, come del resto si sente, anche se nato in Francia. Mio nipote mi scrive che i morti sul lavoro non sono solo un problema italiano, ma anche francese e europeo. Urge creare un osservatorio europeo Indipendete con diramazioni in tutti i Paesi. Ecco cosa scrive mio nipote dalla Francia, lui è nato lì. Sapevo solo che i miei cugini erani emigrati in Francia nel 1960 e che avevo nipoti mai visti e conosciuti. Internet ci fa riscoprire le radici comuni. E' così anche con i parenti americani. noi del sud abbiamo "sangue" in tutto il mondo. Giuseppe è un delegato sindacale della CGT alla Carrefour, il glorioso sindacato di sinistra francese, conosce l'italiano parlato in casa dai genitori. Che dire di Giuseppe Soricelli Zuzolo, buon sangue non mente. Il papà di Giuseppe quand'era giovane e poco dopo con la valigia di cartone partiva da Cesine una frazione di San Giorgio del Sannio di Benevento per la Francia. Noi del sud,emigrati in tutto il mondo non potremo mai essere razzisti, noi il razzismo lo abbiamo subito. La seconda foto è di Giuseppe, figlio di mio cugino.
Giuseppe Soricelli Zuzolo
Giuseppe Soricelli Zuzolo 14000 mille morts en dix ans, c'est un génocide ouvrier. Stop aux capitalisme barbare et les nouvelles méthodes d'esclavage. En France, nous sommes dans le même cas de figure. Il n'a pas d'observatoire, mais plus de morts en 10 ans. Plus de 13000 morts. Il y'a une forme de compétition nauséabonde de morts en Europe. Ne parlons pas de l'Allemagne qui bat tout les records. 15000 morts en 10 ans, essentiellement des émigrés en situation douteuses, sans protection sociale. Carlo Soricelli

E' normale un Paese dove un 69enne muore cadendo da un tetto?

La tragedia a Mondello di Palermo. Emanuele Di Paola stava lavorando su un tetto di una palazzina ed è caduto al suolo morendo sul colpo, lavorava con il figlio. Prima che entrasse in vigore la Legge Fornero avevo scritto innumerevoli volte ai politici, scrivevo loro che oltre il 20% dei morti sui LUOGHI DI LAVORO (escluso itinere) avevano più di 60 anni. Niente, a nessuno di loro è venuto lo scrupolo d'andare a cotrollare, di pensare, ma se è ero, condanniamo tanti anziani a morte certa, non si possono svolgere lavori pericolosi se si è anziani con acciacchi e salute malferma. sono assassini politici. Questa legge è quanto di più ingiusto si possa fare ai dannoi dei lavoratori. Ma in questi ultimi vent'anni siamo stati governati da lobby che si sono arricchite togliendo diritti e salari ai lavoratori. Sono stati puniti, ma sono sempre lì a comandare. Vediamo che succede se  chi ha vinto le elezioni questa volta fa qualcosa e non pemetta che si continuano a far morire
anziani con leggi capestro e mortali.

Aumento spaventoso del 19,5% dei morti sui luoghi di lavoro rispetto al 18 aprile del 2008, ma un aumento del 10,3% rispetto al 2017. smettiamola di giocare coi morti sul lavoro dicendo che ogni anno calano. Non è vero, li fanno calare per convenienza politica e non solo. I sindacati per il 1° maggio, che in questo periodo non è festa, ma morte tra i lavoratori, anche quest'anno non ignorino l'appello dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro; chiedano nelle piazze quel giorno di portare il lutto al braccio. Non ci può essere festa quando migliaia di lavoratori muoiono per infortuni sul lavoro.



I Sindacati facciano portare il lutto al braccio ai lavoratori.  Anche ieri 18 aprile due morti sui luoghi di lavoro arriviamo all'incredibile numero di 195, il 18 aprile del 2008 erano 157. L'aumento del 19,5% rispetto a dieci anni fa è spaventoso. Non parlateci di cali, non giocate su questi numeri orribili. Ma l'aumento è terribile anche verso il 18 aprile del 2017: quel giorno di morti sul lavoro dall'inizio dell'anno erano 175, l'aumento è del 10,3%. Quest'anno come non mai, i Sindacati devono fare il massimo sforzo per sensibilizzare i cittadini italiani e la politica verso queste tragedie, è inammissibile avere tanti morti sul lavoro. Dove sono presenti i morti sono pochissimi, ma questo non vuol dire che non si devono occupare anche dei lavoratori che non hanno rappresentanza sindacale e l'articolo 18. ricordo ancora una volta che sui LUOGHI DI LAVORO (escluso itinere) le morti per infortuni sono per oltre il 95% in luoghi di lavoro dove non c'è rappresentanza sindacale e articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, La precarietà, e sono precari a vita anche tutti i nuovi assunti col jobs act. la legge Fornero, che non ha mia distino tra chi svolge in tarda età un lavoro pericoloso da uno che non lo è,  basta lavoratori con salute malferma e anziani che svolgono lavori pericolosi per se e per gli altri. uccide molti lavoratori,  oltre il 20% dei morti sui LUOGHI DI LAVORO ha più di 60 anni e questo qualcosa vorrà pur dire.

martedì 17 aprile 2018

Ancora sangue, tanto sangue altri 4 lavoratori hanno perso la vita il 17 aprile. Basta ai lavori appaltati e assassini

Anno orribilis quello che sta diventando il 2018 per le morti sul lavoro. Anche ieri 4 lavoratori hanno perso al vita lavorando. Aveva solo 25 anni anni Giuseppe Todaro, è morto nell'agrigentino, nella culla della civiltà occidentale, cadendo da un traliccio da trenta metri d'altezza. E' morto come tanti in aziende che lavorano in appalto anche per lo Stato, o per i grandi gruppi privati che oltre ad appaltare il lavoro, appaltano anche la vita di tanti lavoratori. Grandi aziende bolognesi come Ducati e Lamborghini come hanno detto in Assemblee Sindacali in cui sono stato invitato come curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro, che con le loro aziende stanno cercando di mettere in "Sicurezza" tutta la filiera. Cioè che le ditte che lavorano per loro devono avere lo stesso standard di sicurezza che ci sono nei loro stabilimenti. Speriamo si riesca finalmente a porre un argine a questi lavoratori che muoiono nelle grandi aziende ma che non sono dipendenti delle aziende stesse. A perdere la vita anche un giovane papà alla Dalmine di Potenza, del Gruppo Marcegalia, Carmine Piceni aveva solo 39 anni, è rimasto schiacciato da una lastra di acciaio, ora i sui due figli sono rimasti senza papà, cresceranno senza i meravigliosi papà di adesso che amano i figli più di loro stessi. ma non dimentichiamoci. Giusi Caggianese sempre di Potenza, diventata mia amica di Facebook, tutti i giorni piange e non si capacita ancora che suo fratello Antonio non lo vedrà più. Antonio aveva solo 28 anni ed è morto in un'azienda di compostaggio. Ma sono decine e decine gli amici di Facebook che hanno perso un loro caro. Urlano tutti la loro disperazione, impossibile d'accettare morti così atroci: mentre si cerca di vivere e far vivere i propri cari con il loro lavoro. Che cosa puoi dire a loro, come comprendere una sofferenza così disumana, che chi non l'ha vissuta non può neppure comprendere a che livelli può arrivare. Poi ricordiamo anche gli altri due morti; sono due agricoltori schiacciati dal trattore: uno di 49 anni e un altro di 84.  Da oltre un mese sto cercando di sensibilizzare, come del resto faccio inutilmente da dieci anni contro questa carneficina che in questo periodo vede morire uno o due agricoltori al giorno. Già 27 dall'inizio dell'anno. In questo momento siamo arrivati all'incredibile numero di 193 lavoratori morti sui LUOGHI DI LAVORO
Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

lunedì 16 aprile 2018

Forza matteo, siamo con te

All'amico Mondini Matteo tutta la solidarietà mia personale e degli amici di Facebook, comunque la pensino politicamente, la battaglia che anche l'Osservatorio sta conducendo da oltre dieci anni non è solo rivolta agli infortuni mortali, ma anche per evitare gli infortuni gravi come quello che ha subito Matteo. Se la politica si fosse o
ccupata di queste tragedie e non le avesse ignorate, anche tanti infortuni come quello che ha subito Matteo, che sono migliaia ogni anno, si dimezzerebbero. Dietro alle morti sul lavoro che ribadisco CON PROVE, visto che le morti sul lavoro vengono monitorate tutte dall'Osservatorio e non solo gli assicurati INAIL, che sui LUOGHI DI LAVORO (escluso l'Itinere) non sono mai calate in questi dieci anni, anzi la tendenza è ad un aumento costante

Matteo Mondini ha attivato una campagna su Facebook per chiedere giustizia dopo l'infortunio - News Le Iene
IENE.MEDIASET.IT

Altri 4 morti. Lavoravano in nero i trasportati sul furgone dove sono morti due stranieri: la cooperativa non lo sapeva (da piangere)

Sembra che lavorassero in nero nella raccolta di abiti usati l'egiziano e il richiedente asilo che hanno perso la vita nel cremonese. Era una cooperativa che ha detto che non sapeva niente dei lavoratori in nero che raccoglievano gli indumenti usati, con il loro furgone. Ma davvero pensano che qualcuno possa credere a questa storia? Erano in otto: è una nuova forma di caporalato che dalle campagne arriva anche nei servizi? Ecco questa è l'accoglienza che diamo ai profughi che chiedono asilo. Lavorare in nero in attesa di una regolarizzazione che non potrà arrivare, visto che quasi tutti non vengono da zone in guerra. Tante volte ho criticato, prendendomi anche del razzista, la follia d'andare a prendere in mare questi poveri disgraziati, per poi vederli in giro, anche per Bologna chiedere l'elemosino. Vergognoso. Se li vai a prendere gli dai anche dignità, vedere giovani aitanti muscolosi, e anche colti, (con diversi ci ho parlato) chiedere l'elemosina è quanto di più umiliante può capitare a un uomo, le donne in tante a prostituirsi. Davvero una pagina triste del nostro Paese. Non essere andati in Europa a battere i pugni sul tavolo è stato devastante anche per la convivenza civile in Italia. Intanto hanno perso la vita altri due lavoratori: un altro agricoltore nel casertano (ai voglia di lanciare allarmi, mai nessuno che si sente spendere una parola per questa strage), siamo già a 26 dall'inizio dell'anno; praticamente ne sta morendo in questo modo atroce più di uno al giorno. In Provincia di Udine a porto Nogaro ha perso la vita un 62enne schiacciato dal muletto. sarebbe già in pensione se non ci fosse la legge Fornero? tanti non sentono bene a quell'età e diversi sono morti non accorgendosi dei muletti in manovra. Carlo Soricelli

Muiono due stranieri nel ritorno dal lavoro su un furgone: è morto un egiziano di 32 anni che era alla guida e un sengalese richiedente asilo.


Trigolo (Cremona), 16 aprile 2018 - Due morti e sei feriti di cui due gravi. E’ il bilancio di un drammatico incidente che ha coinvolto otto stranieri ieri intorno alle 14, sulla strada che da Trigolo porta a Soresina. A morire è stato l’autista del Fiat Ducato, un egiziano di 32 anni residente a Soresina e un senegalese di 25 anni, richiedente asilo e anche lui domiciliato a Soresina, Il senegalese è stato sbalzato fuori dal furgone e rimasto schiacciato sotto. lavoravano per la Caritas a svuotare i cassettoni in regola e con assicurazione? Ma davvero le tipologie delle morti sul lavoro sono infinite. 



RAI2 TG2 INSIEME - Carlo Soricelli nella trasmissione di Marzia Roncacci

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2


Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.

Nessuno&scomparso

Ogni anno circa il 30-40% delle denunce delle morti sul lavoro pervenute all’INAIL non vengono riconosciute come tali. Molte altre morti per infortunio sulle strade e in itinere di lavoratori non assicurati a questo istituto non sono considerate da nessuno. Artigiani e tutti i lavoratori con partite iva individuali, agenti di commercio, molti agricoltori schiacciati dal trattore non dipendenti, poliziotti, carabinieri, vigili del fuoco, soldati, ecc. Lavoratori in nero. Lavoratori che non hanno neppure “l’onore” di essere considerati come tali, "morti sul lavoro". Vignette di "Nessuno&scomparso" nel sito http//metalmeccanico.blogspot.it

http://omaggioaimortiusullavoro.blogspot.it/ "FIORI RECISI" Questo blog è dedicato ai familiari dei

http://omaggioaimortiusullavoro.blogspot.it/ "FIORI RECISI" Questo blog è dedicato ai familiari dei
http://omaggioaimortiusullavoro.blogspot.it/ "FIORI RECISI" Questo blog è dedicato ai familiari dei morti sul lavoro conosciuti in questi anni. Sono vasi di fiori dedicati e firmati col nome della vittima. Ci sono anche pagine dei loro cari che parlano del loro "fiore reciso". Consiglio a tutti di visitare il sito per leggere quello che scrivono i familiari delle vittime. per visitare il sito cliccare sull'immagine.