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Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro in Italia

Il primo osservatorio nato in Italia che monitora in tempo reale le morti per infortunio sul lavoro. Fondato il 1° gennaio 2008

http://cadutisullavoro.blogspot.it/

L'Osservatorio ha tantissimi visitatori statunitensi e tedeschi ed è per questo che lo presentiamo anche nelle loro lingue. Lo presentiamo anche in romeno, tantissimi sono i lavoratori morti in Italia che vengono dalla Romania

Independent Observatory of Bologna (Italy) who died on the job

Bologneser Unabhängige Beobachtungsstelle in Italien

für die Toten bei der Arbeit

Observatorul Indipendent din Bologna Morti in accidente pe locul de munca in Italia

Fondato dal metalmeccanico in pensione e pittore Carlo Soricelli per ricordare Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò, Giuseppe Demani. Sono i sette giovani operai della ThyssenKrupp di Torino, morti nella notte del 5/6 dicembre 2007. Dall'Osservatorio sono registrati e archiviati in appositi file i morti sui luoghi di lavoro del 2008/2009/2010/2011/2012/2013/2014/2015/2016

L’Osservatorio è stato creato e viene aggiornato da volontari che non hanno mai voluto contributi economici di nessun tipo. Un grazie speciale ai tantissimi italiani che mandano segnalazioni d’infortuni mortali da ogni parte d’Italia. L’Osservatorio è stato visitato in questi anni da centinaia di migliaia di cittadini italiani e anche da tantissimi stranieri, che ringraziamo per la sensibilità dimostrata per queste tragedie.

Per contatti carlo.soricelli@gmail.com

Abbiamo deciso di dedicare questo osservatorio indipendente anche al grande giornalista Santo Della Volpe scomparso da poco. Da quando è aperto, abbiamo constatato quanto ha fatto per far comprendere agli italiani le vere dimensioni delle tragedie degli infortuni sul lavoro, del dramma dei familiari che hanno perso così tragicamente un loro Caro, delle morti provocate dall’amianto e di tutte le problematiche del mondo del lavoro. Grazie Santo

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morti lavoro 2016

Morti sul lavoro al 7 dicembre 2016. Dall’inizio dell’anno sono morti 597 lavoratori sui luoghi di lavoro e oltre 1300 se si considerano i morti sulle strade e in itinere (stima minima per l’impossibilità di conteggiare i morti sulle strade delle partite iva individuali e dei morti in nero)

Report morti per infortuni sul lavoro al 30 novembre 2016

Finalmente registriamo un calo consistente dei morti per infortuni sul lavoro, 9.1% rispetto al 30 novembre del 2015, ma l’anno scorso è stato un anno orribile su questo fronte. Un lieve calo del 4,2 anche rispetto al 30 novembre 2008 anno d’apertura dell’Osservatorio. l’Agricoltura con il 31,3% ha esattamente un morto su tre sui luoghi di lavoro di tutte le categorie. E’ allucinante vedere che oltre il 60% di queste morti sono provocate dal trattore che schiaccia e fa morire in modo atroce il conducente. In questo momento dall’inizio dell’anno ne sono morti 123. Sono anni che chiediamo ai ministri che si susseguono di fare almeno una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo. Ma niente. La seconda categoria con più morti sui luoghi di lavoro è l’edilizia con il 19,7%. La cadute dall’alto sono il maggior fattore di rischio in questa categoria. E’ l’autotrasporto con il 9,4% dei morti la terza categoria con più vittime. In questa categoria sono inseriti i morti di diversi comparti lavorativi. Seguono L’industria, esclusa l’edilizia, comprese le imprese più piccole hanno complessivamente l’8,3%. Poi gli artigiani di tantissime categorie muoiono numerosissimi, soprattutto nelle imprese appaltatrici, la strage riguarda anche numerosissime Partite Iva che non sono inserite tra le morti sul lavoro nelle statistiche dell’INAIL. E questo perché questo Istituto dello Stato monitora solo i propri assicurati. A questo istituto arrivano moltissime denunce per infortuni anche mortali, che poi non vengono riconosciuti come tali proprio per non essere assicurati a questo Istituto. Poi anche per le morti in itinere che spesso non vengono riconosciute per una normativa specifica che la maggioranza di chi lavora non conosce. Gli stranieri morti sui luoghi di lavoro sono il 9.6%. IL 29,6% di tutte le morti sui luoghi di lavoro riguardano lavoratori dai 61 anni in su. In età dove occorrerebbe già smettere di lavorare e meritarsi il meritato riposo e non morire sui luoghi di lavoro in numeri spaventosi.

Morti per infortuni sui LUOGHI DI LAVORO nel 2016

per Regione e Provincia in ordine decrescente.

(Sui luoghi di lavoro significa che sono esclusi da questo conteggio i morti per le strade e in itinere che richiedono interventi completamente diversi)

I morti sulle autostrade e all’estero non sono conteggiati nelle province. Se guardate qui sotto l’andamento delle regioni e delle province, calcolate che ci sono almeno altrettanti morti per infortuni sulle strade e in itinere

Campania 60 Napoli (21 di questi 3 in mare), Avellino (7), Benevento (5), Caserta (10), Salerno (17). Emilia-Romagna 58 Bologna (12). Forlì-Cesena (7), Ferrara (3), Modena (12), Parma (6), Piacenza (3), Ravenna (3), Reggio Emilia (11), Rimini (1). Veneto 53 Venezia (7), Belluno (5), Padova (7), Rovigo (3), Treviso (4), Verona (6), Vicenza (20). Toscana 45 Firenze (3), Arezzo (6), Grosseto (2), Livorno (8), Lucca (5), Massa Carrara (8), Pisa (3), Pistoia (3), Siena (3) Prato (3). Lombardia 46 Milano (4), Bergamo (6), Brescia (15), Como (3), Cremona (4), Lecco (4), Lodi (1), Mantova (1), Monza Brianza (2), Pavia (3), Sondrio (3), Varese. Sicilia 43 Palermo (9), Agrigento (3), Caltanissetta (6), Catania (6), Enna (1), Messina (8), Ragusa (5), Siracusa (), Trapani (5). Piemonte 44 Torino (12), Alessandria (5), Asti (5), Biella (2), Cuneo (14), Novara (2), Verbano-Cusio-Ossola (1) Vercelli (1) Lazio 38 Roma (12), Viterbo (5) Frosinone (9) Latina (9) Rieti (3). Puglia 282Bari (3), BAT (6), Brindisi (1), Foggia (4), Lecce (5) Taranto (8) Trentino-Alto Adige 22 Trento (13), Bolzano (9). Abruzzo 19 L'Aquila (2), Chieti (11), Pescara (3) Teramo (3). Calabria 22 Catanzaro (6), Cosenza (6), Crotone (1), Reggio Calabria (5) Vibo Valentia (4) Marche 15 Ancona (5), Macerata (4), Fermo (1), Pesaro-Urbino (2), Ascoli Piceno (2). Sardegna 13 Cagliari (4), Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (1), Ogliastra (), Olbia-Tempio (), Oristano (3), Sassari (5). Friuli-Venezia Giulia 11 Trieste (2), Gorizia (1), Pordenone (2), Udine (6). Umbria 9 Perugia 4) Terni (5). Liguria 7 Genova (3), Imperia (2), La Spezia (1), Savona (1). Valle D’Aosta (3) Basilicata 2 Potenza (1) Matera (1) I lavoratori morti sulle autostrade, all’estero e in mare non sono segnalati a carico delle province-

Consigliamo a tutti quelli che si occupano di queste tragedie di separare chi muore per infortuni sui luoghi di lavoro, da chi muore sulle strade e in itinere con un mezzo di trasporto. I lavoratori che muoiono sulle strade e in itinere sono a tutti gli effetti morti per infortunio sul lavoro, ma richiedono interventi completamente diversi dai lavoratori morti sui luoghi di lavoro. E su questo aspetto che si fa una gran confusione. Ci sono categorie come i metalmeccanici che sui luoghi di lavoro hanno pochissime vittime per infortuni, poi, nelle statistiche ufficiali, non separando chiaramente le morti causate dall’itinere, dalle morti sui luoghi di lavoro, risultano morire in tantissimi in questa categoria che è numerosissima, e che ha una forte mobilità per recarsi o tornare dal posto di lavoro. Anche quest’anno una strage di agricoltori schiacciati dal trattore, sono 123 dall’inizio dell’anno, Tutti gli anni sui LUOGHI DI LAVORO il 20% di tutte le morti per infortuni sono provocate da questo mezzo. 132 sono i morti schiacciati dal trattore nel 2015 e 152 nel 2014. Contiamo molto della sensibilità dei media e dei cittadini che a centinaia ogni giorno visitano il sito. In questi nove anni di monitoraggio le percentuali delle morti nelle diverse categorie sono sempre le stesse: l’agricoltura è sempre la categoria con più vittime, seguono l’edilizia, i servizi, l’industria (tutta) e l’autotrasporto. Ricordo a tutti quelli che s’interessano di queste tragedie l’unico parametro valido per valutare l’andamento di una provincia o di una regione è il numero di abitanti. Tantissime sono le morti in nero.

Morti sul lavoro nel 2015

Le morti sulle autostrade e all’estero non sono segnalate nelle province

SONO STATI 678 I MORTI PER INFORTUNI SUI LUOGHI DI LAVORO nel 2015

CONTRO I 661 del 2014 +2,6%. ERANO 637 nel 2008 +6,1%

L’INAIL nel 2014 ha riconosciuto complessivamente 662 morti sul lavoro, di questi il 52% sono decessi in itinere e sulle strade ma le denunce per infortuni mortali sono state 1107. Crediamo che anche per il 2015 ci siano più o meno le stesse percentuali. Nel 2015 tra gli assicurati INAIL c’è stata un'inversione di tendenza, per la prima volta dopo tantissimi anni questo Istituto vede aumentare le denunce per infortuni mortali. Ma le denunce non comportano necessariamente un riconoscimento dell'infortunio mortale. Sta a noi che svolgiamo un lavoro volontario, senza interesse di nessun tipo, far conoscere anche questo aspetto ai cittadini italiani.

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Appello a Vasco Errani commissario straordinario per il terremoto

Caro Vasco Errani, conosciamo da abitanti della Regione la sua professionalità e preparazione da ex Presidente della Regione Emilia Romagna. Il terremoto in Emilia ha dimostrato la vulnerabilità della fabbriche costruite negli anni sessanta, ottanta e novanta e anche più recenti. Molte delle vittime del terremoto in Emilia erano lavoratori rimasti schiacciati per il crollo dei capannoni. Lo stesso terremoto di tre giorni fa che ha colpito l’Umbria e le Marche ha evidenziato che i capannoni industriali in Italia sono per la maggior parte a rischi sismico. E’ un miracolo che non ci siano stati morti nella cartiera a Pioraco di Macerata. Il tetto è crollato nel cambio turno, nella fabbrica stavano lavorando solo 20 persone che sono riuscite a scappare.

L’intero tetto della sala macchine è crollato. In questa fabbrica ci lavorano complessivamente 146 lavoratori e se fossero stati tutti all’interno ci sarebbe stata una strage. E’ un miracolo, come nel terremoto in Emilia che pur provocando vittime tra i lavoratori è capitato di notte e in orari dove sotto i capannoni ci lavoravano pochissime persone. La maggioranza dei capannoni industriali in Italia sono costruiti in anni dove non si teneva in nessun conto del rischio sismico. Se non si comincia a farli mettere in sicurezza è a rischio la vita di chi ci lavora sotto, e parliamo di milioni di lavoratori. La prego di non sottovalutare questo rischio. Del resto con incentivi e detassazioni si potrebbero mettere tutti in sicurezza con una spesa non eccessivamente alta.

Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente d Bologna morti sul lavoro, attivo dal 1° gennaio 2008 http://cadutisullavoro.blogspot.it

Flavio Insinna recita la poesia morti bianche di carlo Soricelli

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli
Santo Della Volpe con Carlo Soricelli

IL TRATTORE UCCIDE

IL TRATTORE UCCIDE. STAI ATTENTO TU CHE LO GUIDI E I FAMILIARI VIGILINO SUI PROPRI CARI SPIEGANDO LORO IL PERICOLO CHE CORRONO. Anche nel 2016 la strage di agricoltori schiacciati dal trattore continua inesorabile e nell'indifferenza generale. Sono già 122 dall'inizio dell'anno. Ormai arriviamo a 400 morti con questo mezzo da quando si sono insediati il Governo Renzi e il Ministro Martina. Se hai un nonno, un padre, un figlio, un amico, un conoscente che utilizza questo mezzo AVVERTILO che il trattore è pericolosissimo, che uccide al più piccolo errore, ma anche senza distrazioni, in particolari condizioni del terreno. Se poi il terreno che si sta lavorando è collinare il pericolo è veramente altissimo. UN MORTO SU 5 SUI LUOGHI DI LAVORO TUTTI GLI ANNI E' CAUSATO DEL TRATTORE. FACCIAMO CESSARE QUESTA STRAGE. PASSA PAROLA E POSTALO SULLA TUA PAGINA DI FACEBOOK, CONTRIBUISCI A SALVARE QUESTE POTENZIALI VITTIME, SPESSO INCONSAPEVOLI DEI PERICOLI CHE CORRONO UTILIZZANDO IL TRATTORE. E MAI TRASPORTARE A BORDO BAMBINI, IN TANTI SONO MORTI FACENDOLI SALIRE A BORDO E SBALZATI FUORI

Translate (traduci nella tua lingua)

RAI2 TG2 INSIEME - Carlo Soricelli nella trasmissione di Marzia Roncacci

Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Carlo Soricelli brevi cenni biografici

Tecnico metalmeccanico in pensione. Ha aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro il 1° gennaio 2008 pochi giorni dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino, dopo aver visto che non era possibile trovare sul Web notizie in tempo reale sulle morti sul lavoro. Considera l’attività di volontario dell’Osservatorio come una naturale evoluzione della sua attività di artista

E’ pittore-scultore da oltre quarant’anni, Ha sempre creato opere a contenuto sociale.. Ha esposto con personali con Antonio Ligabue e Cesare Zavattini e ha all’attivo oltre settanta mostre, è presente con opere in diversi musei.

Ha creato per primo al mondo, da vent’anni la “pittura pranica”, la pittura che interagisce con l’osservatore e che “guarisce” numerose patologie, soprattutto dolorose. Ha creato il “Rifiutismo” corrente pittorica dove gli oggetti che l’uomo considera rifiuti assumono una dimensione senza tempo. Ha scritto sei libri.

Qui sotto i siti di Soricelli

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2

mercoledì 7 dicembre 2016

Il lavoro dipendente tradito dalla politica. Dalla strage di Messina 22 morti sui luoghi di lavoro. Caro Presidente, dia l'incarico per formare un nuovo governo, anche se a termine, a qualcuno che ha il cuore che gli batte ancora nel petto, che si commuove ancora per queste tragedie che portano il lutto a oltre 1000 famiglie ogni anno.

Renzi, D'Alema, Bersani, Di Maio, Berlusconi, Meloni, Salvini, Fratoianni (Martina e Poletti) ecc...Una cosa vi accomuna tutti, l'indiffernza verso le morti sul lavoro. In questi nove anni di monitoraggio dell'Osservatorio Indipendente di Bologna ho solo visto la distanza che la politica ha verso chi lavora. Le morti sul lavoro sono state ignorate dalla politica, nove anni sono praticamente passati invano, giorno per giorno, ore e ore al computer, vedendo calare anche la vista, siete stati inondati di mail, vi dicevo che le morti non sono mai calate, che l'INAIL monitora solo i propri assicurati, che le morti sul lavoro sono molte di più di quelle che venivano diffuse dai media. Ma non è servito a niente. un muro della politica che voleva e vuole vedere solo quello che serve a mantenere le vostre poltrone. Chiudere gli occhi verso queste sofferenze è stato orribile da parte vostra. Non basta un moto d'indignazione quando ci sono morti collettive, i morti sui LUOGHI DI LAVORO sono praticamente gli stessi dal 2008. Dalla strage di Messina di pochi giorni fa sono morti 22 lavoratori sui luoghi di lavoro. Tre anche ieri, due di questi nelle province di Vicenza e uno in quella di Brindisi. la mia Regione e il Veneto fanno a gara a chi arriva prima per numero di morti assieme alla Campania. Emilia Romagna e Veneto sono governate da giunte di sinistra e di destra, ma l'indifferenza verso queste tragedie è la stessa. La mia contentezza poi nel vedere un Ministro come Martina dimissionario è stata notevole. Da quando si è insediato il governo Renzi, meno di tre anni fa sono morti schiacciati dal trattore oltre 400 agricoltori; hai voglia  andare mail alle segreterie dove li pregavo di fare qualcosa per le imminenti stragi (l'ho fatto all'inizio delle belle stagioni ogni anno). Niente, neppure un Twitter da parte loro. Venti milioni di lavoratori dipendenti, di Partite IVA, di artigiani non hanno rappresentanza politica in parlamento. Fate una legge per avere l'omogenità tra le due camere poi ANDATE A CASA. Sperando che qualcuno più attento di voi si occupi di chi lavoro, dei disoccupati. prima che la sofferenza diventi rabbia incontrollabile.
In provincia di Vicenza sono morti due lavoratori, uno si questi, Gino Menegozzo sembra avesse già 78 anni ed è stato travolto da un muletto in una fabbrica di laterizio. L'altra vittima nel vicentino è il 57enne Giancarlo Campese, è stato travolto da un macchinario mentre lo stava scaricando da un conteiner. nella provincia id Brindisi è morto Oronzo Pentassuglia di 55 anni. E' morto cadendo da una scala mentre eseguiva lavori edili in un luogo di lavoro. Rivolgo un appello al Presidente Mattarella. Caro Presidente, dia l'incarico per formare un nuovo governo, anche se a termine, a qualcuno che ha il cuore che gli batte ancora nel petto, che si commuove ancora per queste tragedie che portano il lutto a oltre 1000 famiglie ogni anno.

martedì 6 dicembre 2016

Strage alla ThyssenKrupp di Torino

 Questa poesia la scrissi il giorno dei funerali di questi lavoratori

 

Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp

Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

lunedì 5 dicembre 2016

Un altro giovane morto per un infortunio sul lavoro a morire. La tragedia suulla Torino-bardonecchia



A 23 E' morto a soli Bujar Krasnaj, un serbo di 29 anni. La tragedia questa mattina alle otto di stamattina.  Il guidatore di un Audi A6 – poi trasportato all'ospedale  sotto choc, ma senza gravi lesioni, all’ospedale di Susa - ha perso il controllo della vettura investendo il camioncino della ditta Ok Gol impegnata nell’allestimento di uno dei cantieri mobili abitualmente presenti sull’A32.



Ha vinto il NO, Viva la Costituzione. Col Governo Renzi oltre 4000 morti sul lavoro, di questi 1901 sui LUOGHI DI LAVORO, di questi oltre 400 schiaciati dal trattore

Ha vinto il NO. Viva la Costituzione e il Senato che abbiamo da duemila anni fa. È stata sconfitta l'arroganza e la boria. Tornare a una sinistra di lavoratori e pensionati e via dal PD lacchè, berlusconiani e berlusconini. Aggiungo lo specifico delle morti per infortuni sul lavoro. Morti sul lavoro da quando Renzi, Poletti e Martina si sono insediati. C’é stato un totale disinteresse di questo governo verso le tragedie delle morti per infortuni sul lavoro. Mai stati tanti morti dal 2008, anno d’apertura dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro. Nel 2014 (650 sui luoghi di lavoro), nel 2015 (662 sui luoghi di lavoro), nel 2016 c’è stato per ora un leggero decremento, siamo in questo momento a 593. Totale morti per infortuni sui LUOGHI DI LAVORO del dimissionario Governo Renzi, Martina e Poletti 1901, se poi si aggiungono i morti sulle strade e in itinere che lo Stato considera attraverso l’INAIL morti sul lavoro arriviamo a superare i 4000 morti. Il Ministro Martina mentre andava a inaugurare sagre, expo ecc. sono morti schiacciati dal trattore oltre 400 lavoratori della terra. Avvisati per tempo nei mesi di febbraio di ogni anno dell’imminente carneficina non hanno neppure fatto un “Twitt” di solidarietà. Non dico chi mi ha telefonato tempo fa su queste tragedie, mi ha chiesto “ma è sicuro di quello che scrive”? E’ sicuro che non raddoppia i morti dell’INAIL? Gli ho detto guardi quello che scrivo, io li monitoro giorno per giorno e l’INAIL diffonde i dati delle denunce pervenute una volta al mese ma con tre mesi di ritardo (comprensibile per dover diffondere dati certi e incontestabili. Poi come l’anno scorso delle oltre 1200 denunce per infortuni mortali l’INAIL ne ha riconosciute meno di 700. Gli altri sono morti fantasmi? Insomma dal Governo Renzi la stessa indifferenza dei precedenti. Io cerco altro, vorrei che ci governa guardasse la salute, la sicurezza, il benessere psicofisico di lavoratori e pensionati. Si sono contento della sua caduta, peggio di così per chi lavora non ci potrà essere

sabato 3 dicembre 2016

Dall'Avvenire di oggi 4 dicembre 2016 Infortuni.

Lavoro, diciotto morti in cinque giorni


Paolo Ferrario sabato 3 dicembre 2016
Dopo il martedì nero di Messina, con tre operai morti sulla nave Sansovino per le esalazioni di carburante, l'Osservatorio indipendente di Bologna ha contato altre quindici vittime
Lavoro, diciotto morti in cinque giorni
Si chiude una settimana nera per il mondo del lavoro italiano. Dopo la strage di Messina di martedì, con tre operai morti per le esalazioni di carburante da una cisterna che stavano pulendo sulla nave Sansovino, l'Osservatorio indipendente di Bologna ha contato altre quindici vittime, alcune delle quali giovanissime. Come Matteo Bianchi, di appena 23 anni, che ha perso la vita l'altra notte in un'azienda dolciaria di Torino, finendo con la testa incastrata in un macchinario. Poche ore prima era toccato a Domenico Gangemi, anch'egli ventitreenne della Provincia di Reggio Calabria, caduto sopra la struttura elicoidale del silos di una segheria e morto sul colpo. A Castelguelfo, in provincia di Bologna, è deceduto Ferdinando Procopio, 53 anni, investito da un muletto, mentre in provincia di Vibo Valentia si è contata un'altra vittima dei trattori: Maurizio Purita di 36 anni è rimasto schiacciato dal mezzo che stava manovrando. Infine, sull'autostrada A14 un tamponamento è stato fatale a Claudio Boldrin, autostrasportatore di 50 anni.

«Ma nessuno fa niente»

«Ma come fa la classe dirigente di un Paese ad assistere senza far nulla alla morte dei suoi figli migliori?», tuona Carlo Soricelli, 67 anni, metalmeccanico di Bologna in pensione, che dal primo gennaio 2008 gestisce l'Osservatorio delle morti sul lavoro. «Ogni giorno - racconta - passo dalle tre alle quattro ore su Internet per scovare le notizie degli incidenti. Mi sono imposto questa missione, a titolo assolutamente volontario, dopo la tragedia della Thyssen Krupp di Torino, per onorare i tanti, troppi lavoratori che perdono la vita. È un fenomeno intollerabile, ma lo è ancora di più il fatto che nessuno delle istituzioni abbia mai risposto ai miei appelli. Non chiedo nulla, mi basterebbe un cenno di apprezzamento da parte del governo o del Parlamento. Sarebbe il segnale che, invece, queste tragedie coinvolgono tutto il Paese». Di ciascun episodio, Soricelli descrive la dinamica e indica il nome della vittima. Perché dietro ogni incidente non ci sono dei numeri, ma persone che lasciano dietro di sé una lunga scia di dolore.

Lettera a Mattarella

Visto che nessuno rispondeva ai suoi ripetuti appelli, Soricelli ha deciso di scrivere direttamente al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, perché «il Paese non può assistere impotente a una strage così disumana». Dopo la tragedia di Messina, preceduta dalla (ennesima) morte di un operaio delle cave di marmo di Carrara, dal Quirinale è arrivato un forte monito: «Ribadisco con forza l'esortazione a fare di tutto perché non si ripetano queste gravissime tragedie. Ogni morte sul lavoro è inaccettabile in un Paese come il nostro», si legge in una nota del Colle.

Denunce in aumento

Stando ai dati pubblicati dall'Inail sul proprio sito, nei primi nove mesi del 2016 sono aumentate le denunce di infortunio. Dalle 463.189 dello stesso periodo del 2015, si è passati a 470.924, con un incremento dell'1,67%. In crescita del 3,39% anche le malattie professionali denunciate, mentre sono in calo del 12,03% le denunce di incidente mortale: 753 rispetto alle 856 del 2015. Ad oggi, invece, l'Osservatorio di Bologna ha documentato 592 morti nei luoghi di lavoro e oltre 1.300 considerando anche i decessi sulle strade e in itinere, cioè lungo il tragitto casa-lavoro.

Da gennaio l'Ispettorato nazionale

Uno strumento per combattere gli infortuni e garantire maggiore legalità al mercato del lavoro, rispetto alle sacche di lavoro nero ancora presenti, è l'Ispettorato nazionale del lavoro, istituito con il Jobs Act, che partirà il 1° gennaio 2017, come ha confermato ieri il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, intervenendo alla Consulta nazionale Anmil. 

Scriverò ancora al Presidente Mattarella, il Paese non può assistere impotente a una strage così disumana. Ancora 6 morti sui luoghi di lavoro anche ieri 2 dicembre. Ma come fa una classe dirigente di un paese ad assistere senza far niente alla morte dei suoi figli migliori? 18 morti per infortuni dalla strage di Messina Due di ieri avevano solo 23 anni



Impressionante sequenza di morti anche ieri. Sono morti 6 lavoratori, 18 dalla tragedia di Messina di soli 4 giorni fa. E' disumana la morte di due ventenni, morti tutti e due in modo straziante. In una ditta dolciaria di Torino che produce panettoni è morto in modo orribile Matteo Bianchi di soli 23 anni. Il povero giovane è morto con la testa dilaniata da un'impastatrice. Terribile anche la sorte di un suo coetaneo Domenico Gangemi della Provincia di Reggio Calabria. Anche lui ha finito la sua vita a 23 anni cadendo dentro un silos di una segheria, dentro il silos c’era una struttura elicoidale che cercava di sbloccare con un badile. Ci è caduto morendo sul colpo. In provincia di Bologna a Castelguelfo un artigiano Ferdinando Procopio è stato investito da un muletto mentre stavano posando del pietrisco in un capannone in costruzione, aveva solo 53 anni. In Provincia di Vibo Valentia è morto schiacciato dal trattore Maurizio Purita di soli 36 anni. Sull’A14 è morto Claudio Boldrin un autotrasportatore di 50 anni a causa di un tamponamento. In provincia di Benevento è morto un indiano di cui non si conosce ancora l’identità: sembra sia morto a causa del monossido di carbonio di una stufetta  improvvisata per scaldarsi in un esercizio commerciale, non è spiegato di cosa si occupava in quell’esercizio. Ma che Paese è il nostro che ni si preoccupa di salvaguardare la vita dei suoi lavoratori?